Arrosto morto di vitello
"L'arrosto morto - scrive Napoleone Neri nel suo libro A tavola con il Dottor Balanzone - è una modalità di cottura molto antica diffusa in particolar modo in Emilia e in Toscana; la parola 'morto' è difficile dire da dove provenga, ma secondo alcuni indica un arrosto legato e quindi immobile, cotto a fiamma molto dolce (un tempo sulla brace). Il suo contrario sarebbe l'arrosto vivo, ovvero cotto allo spiedo o nei forni a legna. In Toscana questa definizione indica una cottura lenta di diversi tagli e tipi di carne: vitello, cacciagione, cinghiale. A Bologna, invece, secondo la tradizione s'intende la pancia del vitello arrotolata e legata." Si tratta di un taglio di carne considerato poco pregiato perché con una percentuale di grasso piuttosto elevata, ma negli animali giovani come i vitelli questa parte grassa gelatinizza e garantisce un arrosto molto tenero. Si può acquistare l'arrosto già arrotolato e legato in macelleria oppure arrotolarlo e legarlo in casa, dopo aver aromatizzat…
Fonte: Cucina di gusto
Ingredienti
- di pancia di vitello
- gr. di burro
- cucchiai di olio extravergine di oliva
- cipolla bionda
- carota
- costa di sedano
- trito di erbe a piacere e 8 fette sottili di pancetta a piacere per insaporire l
- sale
- pepe
- bicchiere di vino bianco
- di brodo caldo