Coda al Barolo: un viaggio di sapori
Tra le colline morbide delle Langhe, dove i filari di Nebbiolo si rincorrono e l’aria profuma di mosto e legna, nasce uno dei piatti più profondi della cucina piemontese: la coda al Barolo.Un piatto che parla di tempo, di pazienza e di sapienza contadina.Un tempo considerato “povero”, oggi è una delle ricette simbolo della tradizione langarola, capace di unire la semplicità della carne al fascino nobile del vino Barolo, il re di queste terre. La coda di vitello appartiene a quei tagli che un tempo non si sprecavano mai.Rientra nel cosiddetto quinto quarto, la parte meno pregiata ma più ricca di gusto, che la cucina contadina ha saputo trasformare in capolavoro. Era il piatto delle domeniche lente, delle famiglie riunite, del fuoco basso acceso per ore. La mia storia con questa ricetta Tutto è nato quasi per caso. La mia vicina di casa, che vive nella parte di cascina accanto alla mia, mi ha regalato alcuni pezzi di coda di uno dei loro vitelli appena macellato. Non ci ho pensato due v…
- Tempo: 1170 min
- Porzioni: 4
Fonte: Cascina Madama Rous
Ingredienti
- coda di vitello
- bottiglia vino barolo
- cipolla bianca
- carota
- spicchi aglio
- rametto rosmarino
- foglia alloro
- bacche ginepro
- rametto timo
- q.b. olio evo
- q,b, sale fino
- q.b. pepe nero macinato