Miele dei poveri
Da queste parti, la cucina profuma di terra, di stagioni che passano e di mani che sanno aspettare. Non servono ingredienti strani o nomi complicati, qui bastano i doni della natura, un po’ di pazienza e la voglia di fare le cose come una volta. Oggi ti porto una ricetta che sa di primavera vera, quella delle prime passeggiate nei campi, del sole che si fa tiepido e dei prati che si riempiono di fiori gialli come piccoli soli: il tarassaco. I nostri nonni lo chiamavano “il miele dei poveri”, perché con quei fiorellini raccolti al mattino, si preparava uno sciroppo dolce e dorato, che sembrava miele, ma senza una sola ape. È una ricetta antica, contadina, nata quando in dispensa si usava tutto e non si buttava niente. Non è solo buona sul pane o nelle tisane ma è un modo per portare sulle nostre tavole un gesto semplice che profuma di casa, di tempi lenti e mani che lavorano con amore. Se hai voglia di provare qualcosa di diverso, ma autentico questa ricetta fa per te. Ti racconto come…
- Tempo: 810 min
- Porzioni: 4
Fonte: Cascina Madama Rous
Ingredienti
- gr tarassaco
- limone
- acqua
- qb zucchero